Cronaca 

Omicidio di vico Mele, il giudice cauto sull’odio razziale contestato dal pm sulla base delle dichiarazioni del testimone

Solo quando sarà effettuata la copia forense del contenuto del cellulare della vittima, che ha ripreso tutto il battibecco prima di essere trafitto dalla freccia, sarà confermata o smentita la frase riferita dall’amico di Javier Alfredo Romero Miranda e che sarebbe stata pronunciata da Scalco: «Andate via estracomunitari di m…»

Il maestro d’ascia e velista Evaristo Scalco, che ha scoccato la freccia che ha colpito a morte Javier (deceduto qualche ora dopo al San Martino) e il testimone raccontano due storie diverse nei particolari Quale che sia quella vera, non cambia nulla per quanto riguarda l’accusa di omicidio volontario né l’aggravante per futili motivi, contestate dal Pm Arianna Ciavattini insieme all’aggravante di odio razziale.

L’italiano dice di essersi affacciato alla finestra di casa, che dà in piazza De Franchi: uno slargo recitato di vico Mele. Avrebbe visto i due che orinavano contro il cancello e gli avrebbe gridato di allontanarsi. Sempre secondo il suo racconto, i due peruviani lo avrebbero offeso e avrebbero tirato dei petardi di cui uno sarebbe finito nella sua casa, lanciandoli nella finestra aperta. Lui avrebbe perso la testa, avrebbe afferrato arco e frecce auto costruiti e avrebbe tirato, colpendo Javier. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha voluto precisare che l’odio razziale non è nelle sue corde.

Secondo l’amico del quarantunenne deceduto, invece, non sarebbero stati sparati petardi e nel corso della lite Scalco si sarebbe lasciato andare a considerazioni razziste.

Per scoprire dove sta la verità a proposito dell’odio razziale, i carabinieri dovranno estrarre i video dal cellulare di Javier perché i video della videosorveglianza stradale sono muti e gli altri video registrati dalle persone che sono accorse a seguito delle urla raccontano, con l’audio, solo i momenti successivi, compresi quelli in cui scalco tenta di riprendersi la freccia conficcata nell’addome della sua vittima e quelli immediatamente successivi al ferimento, in cui l’omicida resta impassibile alla finestra mentre Javier si contorce dal dolore e, infine, cade a terra. Resta, comunque, l’aggravante dei futili motivi, per cui l’artigiano resta in carcere a Marassi dopo la convalida dell’arresto

Il giudice per le indagini preliminari Matteo Buffoni, per decidere su questa aggravante, però, vuole sentire se la frase è stata registrata.

Related posts